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"Dell'Umano e del Divino" |
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Mostra realizzata per le celebrazioni della
Settimana Santa ad Enna |
Chi conosce crede di sapere e indugia sulla
soglia della propria ricchezza. Chi crede sa di non
poter conoscere e gioisce pienamente della propria vita. Il quotidiano ci vede testimoni della capacità, tutta
umana, di oltrepassare l'esperienza del limite:
qui-ora. Raffigurandoci ciò che non c'è più (nel ricordo)
e ciò che non c'è ancora (nell'aspettativa) ci assumiamo
l'intrinseca responsabilità che il presente non basti a
spiegarci il senso della vita. Questo misticismo, innato
nell'uomo, è la consapevolezza di concepire una realtà
trascendente, invisibile, che supera le cose percepite
dai sensi e che si estende anche al di là della vita
terrena dopo la morte. Nel rito religioso collettivo si
configura il bisogno umano di aggregarsi attorno a dei
valori morali e di fede; il rito, pertanto, supera con
il suo significato generale ciò che esso rappresenta per
ogni singolo individuo. Anche i più scettici, in tal
senso, sono parte di un disegno più grande e, a loro
insaputa, partecipano alla costruzione dei valori
condivisi dalla collettività. Il rito, inoltre, perpetua
l'attimo in cui credere e conoscere si fondono sfumando
l'uno nell'altro. La fotografia può congelare
quest'attimo ed eternarlo a tutti i visitatori.
Fabio Marino |
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