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L'autore, noto fotoreporter siciliano, ci ha
portato la propria esperienza di studente di
fotogiornalismo presso un'accademia inglese
nonché, attraverso meravigliose immagini, la
testimonianza dei suoi tanti viaggi e incontri
con le persone e con gli eventi.
Fotografia come racconto, testimonianza
partecipata, un modo per entrare in relazione
con la storia, partecipare alla vita degli
altri, incontrarli nel proprio contesto e dare
contezza, con poche immagini di vite lontane
dalle nostre, spesso ai margini, vite che hanno
il diritto di essere conosciute.
Se scegli delle immagini per raccontare qualcosa - dice l'autore - devono
essere poche e d'effetto
"delle caramelle" alle quali non puoi dire no!
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Più
che l'incontro con un fotografo, quello con
Leone, è stato un vero e proprio incontro con la
storia, mezzo secolo di fotografia messoci a
disposizione con la stessa passione che anima il
più "giovane" dei fotografi, ma soprattutto con
la simpatia e l'umiltà che solo un grande
maestro può avere.
Formazione di bottega - ci dice - curiosità di
guardare il mondo e le persone, amore per la
propria terra, per la gente e le "storie" che la
percorrono. Parole colte e appassionate che, con
un velo di nostalgia, ci portano una
testimonianza viva che da ultimi fortunati
possiamo ancora sentire. I "tempi d'oro della
fotografia" quando essere fotografo voleva dire
chiudersi per ore in camera oscura e con grande
maestria artigiana "dare alla luce" le proprie
opere.
Oggi il digitale - ci confessa - ci ha immersi
in una gran confusione, riusciremo ancora a
conservare a lungo le nostre testimonianze
fotografiche? Che effetto ci farà quest'ingorgo
assoluto di immagini?
Senza volersi esprimere con un rifiuto netto
della fotografia digitale, sorridendo ci dice:
"per me la qualità di un b&n su baritata resta
insuperabile!" |
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